Obiettivo

Obiettivo

Esercitarsi nell’ascolto e nelle regole della comunicazione, attraverso una conversazione volutamente “rallentata” per porre attenzione ad aspetti della comunicazione che normalmente si danno per scontanti.

Esercitarsi nell’ascolto e nelle regole della comunicazione, attraverso una conversazione volutamente “rallentata” per porre attenzione ad aspetti della comunicazione che normalmente si danno per scontanti.

Metodo

Metodo

Divisi in gruppi di almeno 3 ragazzi (1 coppia di parlante e ascoltatore, 1 o più osservatori). I gruppi saranno a loro volta divisi in due: in una metà della classe parlante e ascoltatore avranno un’interazione faccia a faccia, nell’altra metà parlante e ascoltatore useranno una chat (Whatsapp o altro), creando un gruppo ad hoc contenente la coppia di parlante e ascoltatore e l’osservatore/gli osservatori.

Solo parlante e ascoltatore potranno mandare messaggi nella chat, gli osservatori potranno solo leggerli. Parlante e ascoltatore in questo caso non potranno guardarsi, né parlare a voce o usare altri mezzi se non la chat (neanche i vocali). Sarebbe opportuno che si mettessero in punti distanti dell’aula.

Gli osservatori dovranno osservare cosa facilita e cosa ostacola la comunicazione tra i due e se le regole (v. sotto) vengono rispettate o meno.

Parlante e ascoltatore dovranno scegliere ciascuno un argomento, per es., una situazione che rappresenti un problema su si fa fatica e che si vorrebbe risolvere (è importante che non si tratti di qualcosa di troppo personale o doloroso, semplicemente un piccolo problema che ci importa e che si vorrebbe risolvere). Dopodiché parlante e ascoltatore si alterneranno in due turni di conversazione di max 10 minuti ciascuno.

Nei primi 10 minuti uno dei due sarà il parlante e l'altro sarà l’ascoltatore, nei secondi 10 minuti invertiranno le parti e chi ha fatto il parlante diverrà ascoltatore e viceversa.

Parlante e ascoltatore dovranno seguire attentamente le seguenti regole, divise in regole per entrambi, regole per il parlante e regole per l'ascoltatore.

Regole per entrambi (parlante e ascoltatore):

  1. Il parlante è colui o colei che ha il “testimone”. Scegliete un oggetto qualsiasi (o uno sticker o emoticon) che rappresenterà per voi il cosiddetto testimone ovvero qualcosa che identifichi chi sta parlando in un determinato momento. Per parlare avrete bisogno di avere il testimone. Chi non ha il testimone dovrà ascoltare e non potrà parlare fino a che chi sta attualmente parlando gli/le passerà il testimone (per la chat: finché chi parla non invierà lo sticker/emoticon convenuto, in segno di passaggio del testimone e della parola);
  2. Non è permesso cercare o dare suggerimenti e/o consigli: focalizzatevi sulla conversazione senza cercare di arrivare prematuramente alla soluzione del problema;
  3. Potete interrompere l’altro solo se qualcosa non è chiaro;
  4. Se necessario utilizzate il “Time out”. Decidete prima un segnale per darvi il time out, da utilizzare quando la situazione sta sfuggendo di mano, quando avete dubbi sull’esercizio o se qualcuno non sta rispettando le regole.

Regole per il parlante:

  1. È fondamentale che il parlante si sforzi di dire all'ascoltatore non solo i fatti, ma anche i suoi sentimenti, emozioni e preoccupazioni rispetto al problema (ad es. “Mi sono sentito/a…”; “È stato molto imbarazzante/frustrante/triste/ecc. perché…”).
  2. Dopo aver espresso un pensiero, il parlante si ferma e passa il testimone per permettere all’ascoltatore di parafrasare (ovvero ridire con le proprie parole) ciò che ha detto. Se la parafrasi non è abbastanza accurata, il parlante può ripetere ciò che non è stato parafrasato. Non è un test, lo scopo è aiutare l'ascoltatore a comprendere accuratamente ciò che il parlante sta dicendo.
  3. Il parlante deve usare i cosiddetti Io-messaggio, ovvero parlare esclusivamente di sé in prima persona, senza accusare l’altro. È molto diverso infatti dire “io mi sono sentito offeso” rispetto a “tu mi hai offeso”. Attenzione a non barare: “io penso che TU mi abbia offeso” non è un Io-messaggio!
  4. In ogni momento il parlante può passare il testimone all’ascoltare per chiedergli di parafrasare e avere un feedback sulla sua comprensione. Non è permesso invece chiedere all’ascoltatore consigli o la sua opinione.

Regole per l’ascoltatore:

  1. Quando ha il testimone (o quando il parlante invia lo sticker/emoticon che funge da testimone), l’ascoltatore parafrasa ciò che il parlante sta dicendo, ovvero restituisce ciò che il parlante sta dicendo utilizzando le sue parole. L'ascoltatore deve assicurarsi di aver compreso ciò che il parlante intende dire e di restituire solo ciò che ha appena sentito, senza includere informazioni che ricorda da altre conversazioni o la sua opinione in merito;
  2. Può (deve!) chiedere esempi o spiegazioni relative a ciò che il parlante sta dicendo (es. “quando hai detto che eri sconvolto per quello che è successo, non sono sicura di aver capito cosa ti abbia rattristato. Puoi dirmi di più?”). Non deve invece fare domande che mettano il parlante in difficoltà.
  3. Non deve esprimere le sue opinioni o pensieri personali in merito alla questione. Questa è la parte più difficile dell’essere un buon ascoltatore.
  4. L’ascoltatore dovrà, invece, focalizzarsi su ciò che il parlante sta dicendo e dare valore a quanto comunicato, mostrandogli/le che lo/la capisce, indipendentemente dal fatto che l’ascoltatore sia d’accordo o meno con quello che il parlante sta dicendo. Terminati i 20 minuti di gioco, in plenaria, parlanti ascoltatori e osservatori potranno dire come si sono sentiti, cosa è stato più facile e più difficile, come sentono che sia andata la conversazione.

Divisi in gruppi di almeno 3 ragazzi (1 coppia di parlante e ascoltatore, 1 o più osservatori). I gruppi saranno a loro volta divisi in due: in una metà della classe parlante e ascoltatore avranno un’interazione faccia a faccia, nell’altra metà parlante e ascoltatore useranno una chat (Whatsapp o altro), creando un gruppo ad hoc contenente la coppia di parlante e ascoltatore e l’osservatore/gli osservatori.

Solo parlante e ascoltatore potranno mandare messaggi nella chat, gli osservatori potranno solo leggerli. Parlante e ascoltatore in questo caso non potranno guardarsi, né parlare a voce o usare altri mezzi se non la chat (neanche i vocali). Sarebbe opportuno che si mettessero in punti distanti dell’aula.

Gli osservatori dovranno osservare cosa facilita e cosa ostacola la comunicazione tra i due e se le regole (v. sotto) vengono rispettate o meno.

Parlante e ascoltatore dovranno scegliere ciascuno un argomento, per es., una situazione che rappresenti un problema su si fa fatica e che si vorrebbe risolvere (è importante che non si tratti di qualcosa di troppo personale o doloroso, semplicemente un piccolo problema che ci importa e che si vorrebbe risolvere). Dopodiché parlante e ascoltatore si alterneranno in due turni di conversazione di max 10 minuti ciascuno.

Nei primi 10 minuti uno dei due sarà il parlante e l'altro sarà l’ascoltatore, nei secondi 10 minuti invertiranno le parti e chi ha fatto il parlante diverrà ascoltatore e viceversa.

Parlante e ascoltatore dovranno seguire attentamente le seguenti regole, divise in regole per entrambi, regole per il parlante e regole per l'ascoltatore.

Regole per entrambi (parlante e ascoltatore):

  1. Il parlante è colui o colei che ha il “testimone”. Scegliete un oggetto qualsiasi (o uno sticker o emoticon) che rappresenterà per voi il cosiddetto testimone ovvero qualcosa che identifichi chi sta parlando in un determinato momento. Per parlare avrete bisogno di avere il testimone. Chi non ha il testimone dovrà ascoltare e non potrà parlare fino a che chi sta attualmente parlando gli/le passerà il testimone (per la chat: finché chi parla non invierà lo sticker/emoticon convenuto, in segno di passaggio del testimone e della parola);
  2. Non è permesso cercare o dare suggerimenti e/o consigli: focalizzatevi sulla conversazione senza cercare di arrivare prematuramente alla soluzione del problema;
  3. Potete interrompere l’altro solo se qualcosa non è chiaro;
  4. Se necessario utilizzate il “Time out”. Decidete prima un segnale per darvi il time out, da utilizzare quando la situazione sta sfuggendo di mano, quando avete dubbi sull’esercizio o se qualcuno non sta rispettando le regole.

Regole per il parlante:

  1. È fondamentale che il parlante si sforzi di dire all'ascoltatore non solo i fatti, ma anche i suoi sentimenti, emozioni e preoccupazioni rispetto al problema (ad es. “Mi sono sentito/a…”; “È stato molto imbarazzante/frustrante/triste/ecc. perché…”).
  2. Dopo aver espresso un pensiero, il parlante si ferma e passa il testimone per permettere all’ascoltatore di parafrasare (ovvero ridire con le proprie parole) ciò che ha detto. Se la parafrasi non è abbastanza accurata, il parlante può ripetere ciò che non è stato parafrasato. Non è un test, lo scopo è aiutare l'ascoltatore a comprendere accuratamente ciò che il parlante sta dicendo.
  3. Il parlante deve usare i cosiddetti Io-messaggio, ovvero parlare esclusivamente di sé in prima persona, senza accusare l’altro. È molto diverso infatti dire “io mi sono sentito offeso” rispetto a “tu mi hai offeso”. Attenzione a non barare: “io penso che TU mi abbia offeso” non è un Io-messaggio!
  4. In ogni momento il parlante può passare il testimone all’ascoltare per chiedergli di parafrasare e avere un feedback sulla sua comprensione. Non è permesso invece chiedere all’ascoltatore consigli o la sua opinione.

Regole per l’ascoltatore:

  1. Quando ha il testimone (o quando il parlante invia lo sticker/emoticon che funge da testimone), l’ascoltatore parafrasa ciò che il parlante sta dicendo, ovvero restituisce ciò che il parlante sta dicendo utilizzando le sue parole. L'ascoltatore deve assicurarsi di aver compreso ciò che il parlante intende dire e di restituire solo ciò che ha appena sentito, senza includere informazioni che ricorda da altre conversazioni o la sua opinione in merito;
  2. Può (deve!) chiedere esempi o spiegazioni relative a ciò che il parlante sta dicendo (es. “quando hai detto che eri sconvolto per quello che è successo, non sono sicura di aver capito cosa ti abbia rattristato. Puoi dirmi di più?”). Non deve invece fare domande che mettano il parlante in difficoltà.
  3. Non deve esprimere le sue opinioni o pensieri personali in merito alla questione. Questa è la parte più difficile dell’essere un buon ascoltatore.
  4. L’ascoltatore dovrà, invece, focalizzarsi su ciò che il parlante sta dicendo e dare valore a quanto comunicato, mostrandogli/le che lo/la capisce, indipendentemente dal fatto che l’ascoltatore sia d’accordo o meno con quello che il parlante sta dicendo. Terminati i 20 minuti di gioco, in plenaria, parlanti ascoltatori e osservatori potranno dire come si sono sentiti, cosa è stato più facile e più difficile, come sentono che sia andata la conversazione.

Materiali e tempistiche

Materiali e tempistiche

Una app di messaggistica; stampare le regole e darle ai ragazzi in base ai ruoli.

Una app di messaggistica; stampare le regole e darle ai ragazzi in base ai ruoli.

Varianti

Varianti

Variante: si può decidere di fare solo la versione faccia a faccia o solo la versione chat se non si intende focalizzarsi sul confronto tra le due situazioni ma sulla comunicazione in sé o sullo specifico della comunicazione online.

Variante: si può decidere di fare solo la versione faccia a faccia o solo la versione chat se non si intende focalizzarsi sul confronto tra le due situazioni ma sulla comunicazione in sé o sullo specifico della comunicazione online.

Spunti per la ripresa

Spunti per la ripresa

Questa attività consente di mettere a fuoco le regole della comunicazione dal punto di vista del parlante e dell’osservatore, anche mettendo a confronto la comunicazione faccia a faccia e online (via chat).

Lo scopo NON è risolvere il problema, ma focalizzarsi su un passaggio chiave della comunicazione: l’ascolto. Spesso pensiamo che, se sappiamo comunicare, evidentemente sappiamo anche ascoltare. Facendo bene questo esercizio, l’adolescente si accorgerà con sorpresa quanto l'ascolto sia un'abilità tutt’altro che semplice e che richiede una fatica inattesa, soprattutto nella condizione della chat.

Le regole per il parlante sottolineano la sua “responsabilità” nella comunicazione e nella possibilità per l'ascoltatore di ricevere il messaggio correttamente. Peraltro parlare in prima persona, oltre che evitare che l’altro si metta sulla difensiva, consente di focalizzare meglio i propri sentimenti e le proprie posizioni, senza darle per scontate e ovvie per poterle comunicare meglio.

L’altro ha proprio bisogno di sentirsele dire per poterle capire e questa è una nostra responsabilità!

Le regole per l’ascoltatore riflettono la necessità di “fare spazio all’altro” dentro di sé per poter attuare un ascolto autentico.

La parte più difficile per l’ascoltatore sarà proprio mettere a tacere la voglia di dire il proprio punto di vista e dare consigli.

Questa attività consente di mettere a fuoco le regole della comunicazione dal punto di vista del parlante e dell’osservatore, anche mettendo a confronto la comunicazione faccia a faccia e online (via chat).

Lo scopo NON è risolvere il problema, ma focalizzarsi su un passaggio chiave della comunicazione: l’ascolto. Spesso pensiamo che, se sappiamo comunicare, evidentemente sappiamo anche ascoltare. Facendo bene questo esercizio, l’adolescente si accorgerà con sorpresa quanto l'ascolto sia un'abilità tutt’altro che semplice e che richiede una fatica inattesa, soprattutto nella condizione della chat.

Le regole per il parlante sottolineano la sua “responsabilità” nella comunicazione e nella possibilità per l'ascoltatore di ricevere il messaggio correttamente. Peraltro parlare in prima persona, oltre che evitare che l’altro si metta sulla difensiva, consente di focalizzare meglio i propri sentimenti e le proprie posizioni, senza darle per scontate e ovvie per poterle comunicare meglio.

L’altro ha proprio bisogno di sentirsele dire per poterle capire e questa è una nostra responsabilità!

Le regole per l’ascoltatore riflettono la necessità di “fare spazio all’altro” dentro di sé per poter attuare un ascolto autentico.

La parte più difficile per l’ascoltatore sarà proprio mettere a tacere la voglia di dire il proprio punto di vista e dare consigli.

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